"Purtroppo il clima che è stato creato non mi permette di portare avanti con serenità il mio incarico. Ho deciso quindi di recedere con effetto immediato dal contratto tra noi in essere, non ritenendo più possibile operare in questa situazione". Con queste parole il manager culturale Domenico Muti, figlio del maestro Riccardo Muti, ha annunciato oggi la conclusione del suo rapporto come consulente del Teatro La Fenice di Venezia con una lettera inviata al sovrintendente Nicola Colabianchi, decisione maturata dopo le critiche dei giorni scorsi mosse dai sindacati che in un comunicato hanno parlato di "opacità". Ovvero accusando Riccardo Muti di non prendere posizione sul caso Venezi proprio per difendere il lavoro del figlio.
Nella lettera, di cui l'Adnkronos ha potuto visionare il testo, Domenico Muti informa Colabianchi "di rinunciare altresì ai compensi già maturati e allo stato non ancora richiesti né percepiti". Muti coglie, infine, l'occasione di ringraziare il sovrintendente per avergli affidato questo "importante incarico di consulente della Fondazione Teatro La Fenice per le tournée Internazionali. Incarico che avevo accettato con entusiasmo e che avrei voluto condurre con la massima professionalità, ben conscio della gloriosa storia del Teatro La Fenice e delle varie opportunità che avremmo potuto sviluppare".







