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Dall’hacking delle telecamere urbane ai missili balistici aviolanciati: così l’intelligence israeliana avrebbe coordinato lo strike contro la guida suprema iraniana.

L’eliminazione dell’ayatollah Ali Khamenei sarebbe stata resa possibile dall’Unità 8200 dell’intelligence militare israeliana, che, secondo la ricostruzione pubblicata dal Financial Times, avrebbe hackerato le telecamere per il traffico installate nelle vie di Teheran, consentendo all’Aman, il Direttorato dell'intelligence militare, di coordinare il raid per colpire il punto esatto in cui si sarebbe trovata la guida suprema della Repubblica Islamica dell’Iran.

Una combinazione di “tecnologia e fattore umano” che, secondo altre versioni, avrebbe coinvolto lo spionaggio statunitense, gli aerei da combattimento israeliani in grado di trasportare le armi di precisione più efficaci e, soprattutto, la divisione di hacker militari esperti di intelligence dei segnali elettromagnetici, analisi Osint, decrittazione di informazioni e codici cifrati e guerra cibernetica.