Quello in via Giulio Petroni potrebbe non essere un caso isolato. Mentre le ruspe hanno già fatto il loro lavoro e al posto della villa Liberty si alzerà presto un nuovo edificio residenziale, in città restano in piedi altri immobili storici esposti allo stesso rischio: un permesso di costruire ottenuto nel momento giusto, una delibera di tutela ancora in discussione in Consiglio comunale e il gioco è fatto.

È già successo il 16 febbraio in via Martinez. E poi di nuovo il 27 in via Petroni. E potrebbe succedere ancora. La finestra di vulnerabilità aperta dal rinvio del 29 gennaio — quando il Consiglio comunale ha rimandato il voto sulla delibera che avrebbe tutelato 202 edifici di architettura moderna e contemporanea — non si è ancora chiusa. La variante normativa è ancora in discussione, la commissione di esperti esterni non è stata ancora formalmente istituita e, nel mezzo, continuano ad arrivare negli uffici comunali permessi di costruire già presentati mesi fa. Per provare a tamponare la falla, le associazioni ambientaliste e civiche hanno incontrato la Soprintendenza. «È stato un incontro molto proficuo — racconta Antonio Greco, presidente di Archeoclub Puglia — Ci siamo impegnati a consegnare una mappatura dettagliata sullo stato attuale del patrimonio a rischio, un’istantanea di ciò che resta e di ciò che potrebbe sparire nei prossimi mesi se non si interviene in fretta».