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28 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:58

La Villa dell’imperatore Adriano è finalmente salva. Dopo quindici anni di battaglie legali, politiche e di piazza, il Consiglio di Stato ha scongiurato definitivamente il rischio di lottizzazione nei pressi del monumento a cielo aperto, patrimonio Unesco, presente a Tivoli, cittadina a est della Capitale. I giudici hanno scritto la parola fine ad una vicenda lunga e complessa respingendo il ricorso dell’azienda edilizia Impreme Spa contro la sentenza del Tar che aveva annullato tutti gli atti amministrativi propedeutici alla lottizzazione. I giudici amministrativi infatti due anni fa, dopo un ricorso dell’associazione Italia Nostra, avevano annullato le due delibere comunali, di approvazione e di adozione del piano di lottizzazione, e l’autorizzazione paesaggistica della Regione Lazio, che avevano dato il via libera ad una colata di cemento di ben 180mila metri cubi nei pressi del sito archeologico. Provvedimento ora confermato dal Consiglio di Stato.

Il collegio giudicante ha sottolineato che l’appello presentato dalla Impreme è “infondato nel merito”. Tre parole che potrebbero significare molto per le casse del Comune di Tivoli, scongiurando il rischio di un risarcimento monstre di 95 milioni di euro all’impresa edilizia per la mancata lottizzazione. L’azienda infatti aveva impugnato al Consiglio di Stato anche un’altra sentenza del Tar che respingeva la richiesta d’indennizzo e i giudici hanno rinviato l’udienza il prossimo 5 novembre, proprio in attesa dell’esito di questo procedimento giudiziario che ha bloccato definitivamente la lottizzazione. Inoltre il collegio, analizzando il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale del 2021 che vincola l’area nei pressi del sito archeologico, esprime un principio chiaro e inappellabile legato alla nostra Carta sottolineando che “la Corte costituzionale ha avuto modo di chiarire che la disposizione in esame esprime un principio di prevalenza dei piani paesaggistici sugli altri strumenti urbanistici”. Infine il collegio non ha mancato di criticare l’operato dell’amministrazione comunale di Tivoli che, per dare il via libera alla lottizzazione, nel 2011 aveva approvato la colata di cemento “sul falso presupposto che in relazione all’area del piano di lottizzazione fosse stata accolta l’osservazione formulata dal Comune di Tivoli”, dalla Regione Lazio. “Dall’esame della documentazione relativa all’adozione e all’approvazione del PTPR – scrivono i giudici – emerge, di contro, che l’osservazione del Comune di Tivoli per le aree relative al Piano di lottizzazione impugnato è stata respinta”.