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Ultimo aggiornamento: 7:56

Non c’è pace per il Parco archeologico di Liternum, a Lago Patria, frazione di Giugliano, nel napoletano. In venti anni inaugurato due volte. Chiuso e riaperto. Con un impegno di spesa complessivo che si aggira sugli oltre 4,5 milioni di euro. E due edifici abusivi, abitati, da abbattere. Dal 2022.

Da quasi un anno e mezzo, dopo l’ennesimo intervento di sistemazione e valorizzazione, finanziato dalla Regione Campania nel 2024, l’area è nuovamente in stato di abbandono. La gran parte delle opere realizzate sono state vandalizzate. “Il Parco versa in condizioni pietose e nonostante tutto, è molto frequentato dai cittadini, che restano basiti dallo stato di incuria”, racconta a ilfattoquotidiano.it Luigi De Martino, presidente della Pro Loco Litorale Domitio, associazione che dal 2010 al 2014 si è occupata della manutenzione, gestione e promozione del Parco. “I tabelloni che illustrano i punti d’interesse archeologico sono stato distrutti. I faretti per l’illuminazione dei sentieri, divelti o abbattuti. L’impianto di videosorveglianza, fuori uso. I servizi igienici rimangono in condizioni pietose”.

L’area si affaccia sul Lago Patria, il più grande lago costiero regionale: si tratta di un sito di interesse comunitario che dal 1999 è entrato a far parte della Riserva Naturale Foce Volturno-Costa di Licola. Attraverso il Programma Integrato Città Sostenibili (Pics), finanziato dal Programma Operativo Regionale Campania (POR), Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020, l’area archeologica ha potuto contare su 2,5 milioni di euro per la “sistemazione e la valorizzazione”. L’intervento è stato autorizzato a dicembre 2021.