È il sogno di un’intera generazione, ripetuto in convegni, saggi e campagne elettorali: riconnettere Bari al mare. Quell’azzurro al quale la città dà le spalle grazie a un lungomare che il fascismo ha voluto di caserme, scuole e altre sedi istituzionali. La risposta sarebbe il Parco del castello svevo, finanziato con 55 milioni di euro. Ma il progetto trova un nuovo ostacolo nella geologia, disciplina diventata più severa con gli effetti del surriscaldamento globale, come si è visto con le mareggiate degli ultimi giorni.
“Io, insegnante con due lauree e un master per 600 euro al mese: sono un adulto in cameretta”
di Vincenzo Pellico
19 Febbraio 2026
La riqualificazione prevede infatti l’interramento a una profondità di oltre sei metri, per una lunghezza di settecento, di corso De Tullio e del parallelo asse portuale. Le auto passerebbero da un tunnel sopra il quale i pedoni raggiungerebbero dal castello il porto.








