MILANO – Può sembrare un paradosso ma in prima linea contro i rincari dei carburanti c’è chi quei che carburanti li vende: i benzinai. A scagliarsi contro gli aumenti alla pompa sono infatti gli esercenti, secondo cui l'aumento dei carburanti "fino a 6 centesimi al litro appare al momento ingiusto e per niente giustificato, se non da una mera previsione che ipotizza prossimi aumenti sui mercati internazionali". Ad affermarlo in una nota sono le organizzazioni di categoria dei gestori - Faib, Fegica e Figisc - di fronte ai rincari dei prezzi dei carburanti "che tutte le major petrolifere hanno comunicato ai Gestori nottetempo, imponendo loro di applicare immediatamente il nuovo listino alla pompa".

L’inflazione accelera a febbraio prima della guerra: prezzi in crescita dell’1,6%

a cura della redazione Economia

03 Marzo 2026

Secondo le associazioni "i consumatori italiani debbono subire un salasso solo perché gli analisti dei petrolieri nostrani stanno consultando la sfera di cristallo. Petrolieri che pure, come dovrebbe essere a tutti noto, debbono garantire al Paese che li ospita -e, quindi, hanno da parte- una riserva di almeno 30 giorni di prodotto stoccato, proprio in caso di emergenze come queste”. “