Firenze, 3 mar. (askanews) – Fino al 29 marzo, la Sala d’Arme del Palazzo Vecchio di Firenze ospita Rotta di Giuseppe Lo Schiavo, a cura di Serena Tabacchi, un progetto inedito e site specific che intreccia linguaggio contemporaneo e spazio storico, rito e tecnologia, denuncia e poesia, chiedendo al visitatore non solo di osservare, ma di prendere posizione. Un evento performativo, oltre la mostra, che trasforma lo spazio in un dispositivo immersivo dove immagine, suono e scultura costruiscono un attraversamento totale. Al centro della narrazione il Mediterraneo, mare di civiltà e di scambi, ma anche confine liquido e teatro di assenze, luogo in cui la storia si intreccia con la cronaca e dove la memoria collettiva si misura ogni giorno con la perdita.

Secondo il Missing Migrants Project dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, solo dal 1 gennaio al 10 febbraio 2026 abbiamo assistito già a 524 morti e dispersi: un dato inevitabilmente incompleto, perché il mare trattiene ciò che la statistica non riesce a restituire. Rotta, progetto site-specific capace di trasformare uno degli spazi più simbolici della città in un luogo di ascolto, sospensione e responsabilità condivisa, nasce da una delle ferite più silenziose del nostro tempo: imbarcazioni dirette verso l’Italia che svaniscono tra le onde, talvolta ritrovate alla deriva con l’autopilota inserito, vuote. Scafi che continuano a muoversi mentre la vita che li abitava è già stata inghiottita.