Ancora fumata nera sul nuovo vertice Mps, con il comitato nomine intento a cercare una strada praticabile per escludere l’ad Luigi Lovaglio dai candidati al prossimo cda.
Il comitato in programma ieri a pranzo sarebbe durato solo pochi minuti, salvo aggiornarsi a oggi, quando dovrebbe completare i lavori per convocare, domani, il cda per approvare la lista da sottoporre all’assemblea il 15 aprile. Il tempo scade giovedì, e oltretutto la Bce non ha ancora autorizzato lo statuto della nuova governance, inviato il 2 gennaio.
Il nuovo statuto Mps non passa l’esame Bce. Corsa alle modifiche
di Andrea Greco MILANO
Nella riunione di sabato il comitato presieduto da Domenico Lombardi aveva ridotto i candidati da 30 a 26: ma non sono ancora definiti tutti gli equilibri tra generi e competenze chiesti dalla legge. Soprattutto, dicono fonti attive sul dossier, manca un consenso ampio e formato sul fatto che Lovaglio possa uscire dalla lista, come forma - piuttosto radicale visto che il cda gli rinnovò la fiducia il 5 dicembre scorso e visto quel che prescrive il Testo unico bancario - di tutela contro possibili contraccolpi alla banca dall’inchiesta di Milano, che lo indaga per azione di concerto sulla scalata a Mediobanca in solido con gli azionisti Caltagirone e Delfin.












