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Ultimo aggiornamento: 18:08

L’episodio più significativo dell’ultima sanguinosa guerra scatenata dalla nefasta coppia di pazzi criminali che hanno preso le redini dell’Occidente, Donald Trump e Benjamin Netanyahu è costituito dal massacro di 148 bambine, bombardate nella loro scuola elementare “Shajareye Tayabeh” nei pressi di Hormozgan.

A Trump e Netanyahu non frega assolutamente nulla del popolo e delle donne iraniane. Sono gangster e terroristi che minacciano, sequestrano e liquidano i governi altrui per impossessarsi delle risorse e imporre il loro arbitrio imperialista, violando ogni norma internazionale di carattere fondamentale. Si tratta di un nuovo nazifascismo del Terzo Millennio che va rovesciato al più presto prima che sprofondi il mondo nel baratro della Terza Guerra Mondiale. Il relativo onere spetta in primo luogo ai popoli dell’Occidente, a cominciare da quello statunitense che sta comunciando a levare la testa contro Trump, assassino dentro e fuori i confini.

Le radici di questo nuovo fascismo sono facilmente rinvenibili nella fosca vicenda di Epstein e dei suoi numerosi accoliti, per un verso, e nell’atroce genocidio del popolo palestinese per un altro. La prima dimostra la nullità morale assoluta della classe dominante internazionale la cui vocazione fondamentale sono gli stupri di minorenni e la speculazione finanziaria. Fra l’altro, uno dei motivi che hanno spinto Trump ad assecondare la furia omicida e devastatrice di Netanyahu nell’attacco all’Iran è senza dubbio costituito proprio dall’evidente e documentato coinvolgimento del peggiore presidente statunitense mai esistito nel giro del finanziere pedofilo. Sia nel goffo e disperato tentativo di distogliere l’attenzione degli Stati Uniti e del mondo dal tremendo scandalo, sia per il probabile ricatto cui Trump è sottoposto, dato che Epstein era vicino al Mossad.