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Milano, 2 mar. (askanews) – Sono circa 60mila gli italiani nell’area dei Paesi del Golfo allargato, tra residenti, lavoratori e turisti, mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran paralizza il traffico aereo in gran parte del Medio Oriente.
Famiglie, tecnici, manager, studenti: molti restano bloccati negli aeroporti di transito, con voli cancellati e coincidenze saltate.
Da sabato gran parte degli spazi aerei di Iran, Israele, Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Siria è chiusa o pesantemente limitata. Il traffico civile nell’area fermo quasi del tutto.
I principali hub internazionali vengono coinvolti direttamente. Dubai International Airport e lo scalo di Abu Dhabi hanno sospeso o ridotto drasticamente le operazioni dopo attacchi missilistici che hanno colpito aree aeroportuali. Anche l’Hamad International Airport di Doha, insieme agli aeroporti di Kuwait e Bahrein, ha ridotto o interrotto le attività.












