Il primo pensiero va a ricercatrici e ricercatori, “la base della piramide”. Tanti ne usciranno nei prossimi mesi, per il sopravvenire delle scadenze contrattuali. Circa 130. Ancora un centinaio, invece, sono stati reclutati da UniBa con le progettualità Pnrr. Fondi importanti: 140 milioni di euro, quasi il doppio del finanziamento ordinario che il ministero assegna all'ateneo. Risorse che fanno parte di un piano nazionale da 3,2 miliardi e che hanno finanziato ricerca su sostenibilità ambientale, terapie geniche, patrimonio culturale, nuove tecnologie e altro ancora.

“Questi progetti non possono restare nei nostri cassetti”, ha detto il rettore Roberto Bellotti nella sua prima relazione inaugurale, stamattina al Teatro Piccinni di Bari, per l'apertura dell'anno accademico 2025-2026. “Non devono generare solo pubblicazioni, ma valore per il territorio”. Il 5 febbraio scorso il ministero ha rifinanziato alcune delle aree tematiche coinvolte. L'ateneo ha annunciato anche la creazione di un osservatorio per il monitoraggio degli accordi di cooperazione scientifica con paesi in aree di conflitto o contesti sensibili, cui prenderà parte anche la compagine studentesca.

Bellotti ha aperto leggendo l'articolo 11 della Costituzione. “Una giornata di festa che cade in una giornata di guerra”, ha detto. Il momento più toccante, l'intervento di Melika, studentessa iraniana con protezione internazionale, ora all’UniBa: “Nel mio Paese – ha detto - avevo imparato che studiare può diventare un atto di coraggio, che entrare in un’aula può significare esporsi, scegliere di non restare in silenzio. Qui, invece, ho scoperto che l’università può essere anche un luogo di protezione, uno spazio dove la libertà non è una parola sussurrata ma un diritto condiviso”.