Pronti 160 milioni per promuovere l’attività scientifica degli enti di ricerca. Arriva anche un chiarimento sulle borse per attività di ricerca conferite prima del 7 giugno 2025 che mantengono il regime fiscale agevolato. Novità anche per studenti e docenti: le tutele assicurative Inail diventano strutturali, già a partire dell’anno scolastico e accademico 2025/26.

Il decreto università in Senato

L’Aula del Senato, con 78 sì e 59 no, nessun astenuto, ha acceso semaforo verde al cosiddetto decreto Università, dopo il via libera in commissione. Con un altro emendamento, in sede referente, si è risolta la questione dei titoli di studio degli educatori dei servizi dell’infanzia: possono continuare a lavorare nei nidi e nei centri per l’infanzia anche coloro che si sono immatricolati, entro l’anno accademico 2018/2019, nelle classi di laurea L-19 (Scienze dell’Educazione) e LM-85bis (Scienze della Formazione Primaria).

I fondi per i progetti di ricerca

Una delle misure principali targate Mur riguarda lo sblocco dei fondi (160 milioni) per promuovere specifici progetti e programmi, potenziare le infrastrutture di ricerca e le collaborazioni nazionali e internazionali degli Enti vigilati dal dicastero guidato da Anna Maria Bernini. In particolare, è prevista la distribuzione di 40 milioni per l’anno 2025 e 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Nel provvedimento vengono, inoltre, svincolati 150 milioni di euro per la realizzazione del Piano d’azione “Ricerca Sud”. Piano che ha l’obiettivo di rendere il Sud Italia un polo d’eccellenza per la ricerca scientifica e tecnologica, rafforzando la collaborazione tra università, imprese e istituzioni locali. Si punta a promuovere la costituzione di Ecosistemi dell’innovazione nei territori nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tra le altre misure del decreto-legge anche la proroga del mandato dei componenti del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) al 31 dicembre 2025.