Nel superamento delle spese previste dal budget del gruppo nautico The italian sea group «figurano, tra gli altri, alcune figure apicali dell’azienda, tra l’altro dichiaratesi autori e responsabili di azioni compiute a totale insaputa dell’amministratore delegato (Giovanni Costantino, ndr), del consiglio di amministrazione e degli organi di controllo». È quanto comunica a mercato l’azienda, dopo giorni frenetici, contrassegnati dalle dimissioni prima del presidente del gruppo, Filippo Menchelli, e del vicepresidente, Marco Carniani, e poi della consigliera, e componente del comitato operazioni parti correlate, Laura Angela Tadini.

Dopo lunghe riunione tenutesi nei giorni scorsi e nel fine settimana, la società ha anche annunciato l’avvio di una due diligence forensic per accertare l’entità degli extra budget, non ancora quantificati, e ha reso noto che il fornitore International factor Italia ha inviato una richiesta di pagamento. Intanto sono state avviate interlocuzioni con i sindacati, il sistema bancario e altri stakeholder ed è stata prefigurata una rimodulazione dei tempi di approvazione del bilancio.

«Scavalcato il blocco al superamento delle spese»

Con una nota, dunque, l’azienda comunica che il cda ha preso atto «del fatto che la società ha sostenuto significativi costi extra budget nell’esecuzione delle commesse». Ciò è stato reso possibile, prosegue il documento, «dal fatto che un gruppo di soggetti ha posto in essere un sistema atto a scavalcare il blocco al superamento delle spese previste dal budget autorizzato per ciascuna commessa. Il perimetro del gruppo e l’identità di tali soggetti, ad oggi parzialmente definiti, sono in corso di definitivo accertamento nell’ambito della due diligence forensic».