Dopo l’attacco di Israele e Usa all’Iran e l’uccisione di Ali Khamenei, la comunità iraniana a Torino – forte di 10.000 persone, quasi tutte esuli – si è riversata in strada per festeggiare. Tra loro anche Alisina Karimi, studente universitario al Politecnico di Torino. Lo abbiamo intervistato.

«Trump e Netanyahu seguono certamente i propri programmi e interessi, ma questi interessi potrebbero essere in linea con i nostri. Non sarebbero i nostri salvatori, ma partner sì». Alisina Karimi è uno dei tanti studenti del Politecnico che sabato sera sono scesi al Parco del Valentino a festeggiare la morte di Ali Khamenei, ex presidente della Repubblica Islamica dell’Iran.

Come si sente?

«Sollevato. Celebriamo la sconfitta del nostro nemico, il dittatore. Nel farlo, pensiamo ai nostri fratelli e sorelle caduti, per cui abbiamo sofferto tanto soprattutto negli scorsi mesi e per questo abbiamo manifestato in università».

Alle vostre manifestazioni qui a Torino c’è chi porta le bandiere degli Stati Uniti e di Israele. Cosa ne pensa?