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Leila Farahbakhsh ha affrontato da sola il corteo di Firenze per porre la solita frangia di sinistra davanti alla realtà che finge di non vedere
I proPal, che poi sono diventati proMad e ora probabilmente diventano proIran, hanno già organizzato manifestazioni, cortei e presidi contro i raid Usa e israeliani in Iran. La morte di Ali Khamenei è stata festeggiata a Teheran e dagli iraniani ma non dall’estrema sinistra italiana, che quando si tratta di un regime sanguinario riesce a posizionarsi sempre dalla parte sbagliata. Adesso tutte le organizzazioni e i partiti che si definiscono comunisti hanno una nuova battaglia da portare avanti, che ha come comun denominatore l’odio verso l’Occidente. È qui che si incrociano l’islamismo radicale e l’estrema sinistra italiana ed europea ed è in questa convergenza che si è creata la saldatura che agita le piazze.
Una saldatura incomprensibile per chi, da quei regimi, è scappato. Come i venezuelani, così anche gli iraniani oggi non capiscono questa scelta di appoggiare un regime che ha causato morte e distruzione. Un'attivista iraniana esule a Firenze ha affrontato da sola un corteo di estremisti di sinistra che hanno manifestato, dicono, per la pace e contro Israele e Usa. "Ora vi voglio dire una cosa io: come avete potuto restare in silenzio quahndo il regime iraniano in due giorni ha chiuso Internet e ha ucciso 40.000 persone e 53.000 persone sono in arresto e sono sotto tortura. Dove eravate? Eravate accecati!", ha detto Leila Farahbakhsh, fermando la prima fila del corteo dove veniva anche distesa una grande bandiera della pace.






