Ègrazie al suo lavoro se oggi la collezione del Museo Egizio richiama milioni di visitatori da tutto il mondo. Al Cimitero Monumentale è stato completato il restauro della tomba di Bernardino Drovetti, il diplomatico piemontese i cui reperti archeologici diedero origine, nel 1824, al polo museale di via Accademia delle Scienze. La riqualificazione è stata curata dal Museo Egizio e celebrata insieme alle istituzioni e agli studenti della scuola “Bernardino Drovetti”. Alla conclusione del percorso hanno partecipato rappresentanti istituzionali e studentesse e studenti della scuola secondaria di primo grado “Bernardino Drovetti” di via Bardonecchia, nel quartiere Pozzo Strada, coinvolti nei mesi scorsi in un laboratorio di disegno dal vivo per conservarne la memoria.

L’intervento del Museo Egizio

Il restauro ha previsto il consolidamento del monumento, la pulitura delle superfici e il ripristino delle incisioni. L’intervento ha affrontato i segni del tempo con opere strutturali e conservative. Nella sede del Museo Egizio si è svolta la firma ufficiale dei documenti che sanciscono l’ultimazione dell’opera. Il Museo si è impegnato a farsi carico anche dei futuri lavori di manutenzione. A entrare nel merito è stato il direttore Christian Greco: «Con il restauro della tomba e l’impegno alla futura manutenzione, il Museo si fa custode non solo delle antichità egizie, ma anche della propria memoria e di quella della città. Il Museo che ha compiuto 200 anni nel 2024 non esisterebbe senza l’opera di Bernardino Drovetti. Questo momento ci ricorda che la cura del patrimonio è un gesto sempre attuale che appartiene alle istituzioni, ai cittadini e, come ci hanno dimostrato con entusiasmo i ragazzi della scuola Drovetti, alle giovani generazioni».