Il primo missile lanciato contro l’Iran è partito dalla Marina degli Stati Uniti. Un tomahawk, uno dei simboli dell’arsenale americano. Ma se un tomahawk è stato l’innesco, la guerra esplosa tra Iran, Stati Uniti e Israele è un incendio che coinvolge tutte le forze nella regione. Un conflitto su più livelli, dal mare al cielo, fino al dominio cibernetico.
Gli Stati Uniti hanno schierato una forza imponente. Sono circa 40mila i soldati di stanza in Medio Oriente, dispiegati in circa una ventina di basi. Sotto Centcom, il comando che controlla tutta la regione, ci sono alcune tra le più importanti basi americane nel mondo. La principale è quella di al-Udeid, in Qatar, con circa 10mila militari. In Bahrein, invece, si trova la base della Quinta flotta della Marina Usa. In Kuwait, gli Usa possono contare sulle basi di Camp Arifjan, Ali al-Salem e Camp Buehring. Migliaia di uomini e mezzi sono poi schierati negli Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, importanti soprattutto per la sorveglianza aerea e per difesa dalla minaccia missilistica iraniana. In Giordania, gli Stati Uniti possono invece contare sulla base aerea di Muwaffaq Salti ad Azraq. Diversa invece la composizione delle forze tra Iraq e Siria, Paesi fragili e che continuano a rappresentare fronti bollenti anche interni, tra organizzazioni terroristiche, milizie alleate di Teheran e focolai di tensione tra le varie potenze regionali.












