Era in chiesa per la messa con alcuni suoi collaboratori quando sui telefonini di tutti i residenti a Doha il governo ha inviato il messaggio di allarme. «Ci hanno chiesto di rientrare a casa e di restare chiusi senza più uscire, in attesa di nuove disposizioni», racconta Roberto Mancini, che da novembre allena l'Al Sadd, in Qatar. Neanche il tempo di festeggiare il più quattro in classifica sulle rivali e una vittoria scudetto appena conquistata contro l'Al Duhail per 3-1, che è scoppiato il conflitto. «Qui hanno sospeso tutte le attività, non si è conclusa neanche la giornata di campionato che per noi era cominciata con una vittoria. Scuole serrate, sport abolito, strade deserte. Siamo tutti chiusi in casa».

Il messaggio sul telefonino, e poi?

«E poi ci siamo organizzati per rientrare nelle nostre abitazioni, non stiamo tutti insieme, siamo in otto e comunque la comunità italiana è abbondante».

Avete sentito l'ambasciata italiana?

«No, siamo vicini all'ora di cena e ancora nessuna comunicazione».