«La città è deserta, senza rumori, siamo tutti bloccati in hotel col divieto di uscire mentre nel cielo appaiono nuvole bianche e si sentono forti scoppi. Solo i missili rompono il silenzio». Tra i torinesi bloccati all'estero dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran c'è anche Fulvio Gianaria, storico avvocato del Foro di Torino ed ex presidente della Fondazione Crt per l'arte. Lui si trova a Doha, capitale del Qatar, in visita come turista «per vedere i meravigliosi musei che ci sono qui», racconta. Visite saltate per il divieto di uscire visti i raid in corso. Paura? Gianaria parla di «senso di straniamento, vista la situazione: sembra di essere tornati al periodo del lockdown per l'emergenza coronavirus. Ma questa volta ci tengono tutti chiusi in hotel perché cadono detriti dei missili che volano sulle nostre teste».

Voli cancellati e allerta missili

Sono tanti i torinesi bloccati in Medio Oriente per la cancellazione dei voli di ritorno. E Gianaria racconta: «Viviamo tenendo d'occhio il telefono, dove arrivano messaggi di allerta quando stanno arrivando i missili, attendendo novità sul rientro». Tanti squilli sabato, meno nel corso della giornata di ieri: «Quando è arrivato il primo segnale di allerta il ragazzo che lavora alla reception del mio hotel ha detto sorridendo: “No problem”. Ma gli scoppi si sentono eccome».