Le voci si rincorrono. C’è chi dice che «ogni settimana» arrivano i tecnici di Atm (l’Azienda dei trasporti milanesi) «per controllare quello scambio». Altri residenti spiegano che ieri mattina, erano circa le 8, «c’erano otto tram in fila sui binari dove è deragliato il tram». Le ombre si allungano su quei binari dove viale Vittorio Veneto incrocia via Lazzaretto. Sono tante le cose che non tornano nello schianto di Milano.
Partiamo dall’ipotesi del malore del conducente. «Mi sono sentito male», avrebbe detto lui ad alcuni colleghi. Il tramlink, l’innovativo mezzo che da circa un anno sferraglia per la metropoli, è dotato di un sistema - detto in gergo “uomo morto” - che nel caso in cui passi troppo tempo senza che alcun pulsante venga schiacciato prevede la frenata automatica d’emergenza nel giro di qualche decina di metri. In poche parole: se non viene rilevata una presenza fisica alla guida il tram si blocca. Ergo: se il conducente si è sentito male tanto da non riuscire più a governare il mezzo perché il sistema di sicurezza non si è attivato e il mezzo è deragliato?
MILANO, "HO AVUTO UN MALORE": COSA C'È DIETRO LO SCHIANTO DEL TRAM
"Mi sono sentito male, ho avuto un malore": è quanto avrebbe detto il conducente del tram deragliato og...














