a cura di Enrico Franzetti

** Nei prossimi anni, secondo l’ultimo rapporto della RGS, il pensionamento dei baby boomers e il calo degli occupati porteranno la spesa pensionistica su Pil dall’attuale 15,2% al 17% nel 2040. Dopo il 2040, il rapporto scenderebbe per l’estensione del sistema contributivo e la revisione dei coefficienti di trasformazione che, a parità di contributi versati, ridurranno la pensione media. Ma il calo dipende in modo cruciale da ipotesi ottimistiche sulla produttività, che dovrebbe crescere a tassi molto superiori a quelli degli ultimi anni, e su altre determinanti del rapporto tra pensioni e Pil. Ad oggi, la spesa pubblica italiana per pensioni è la più alta tra i Paesi OCSE. Ciò dipende dalla lunga aspettativa di vita al pensionamento e (finora) dall’elevato rapporto tra pensione media e stipendio medio. Anche considerando la sola spesa previdenziale l’Italia è prima in UE.

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Lo scorso dicembre la Ragioneria Generale dello Stato (RGS) ha aggiornato le sue previsioni sulle tendenze di medio-lungo periodo della spesa pensionistica. [1] Questa nota analizza tali previsioni e confronta la spesa italiana con quella di altri Paesi, anche alla luce di nuovi dati OCSE appena pubblicati.