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L’ex presidente: "Non sapevo dei suoi crimini". E sul tycoon: "Non penso sia coinvolto"

«Non avevo idea dei crimini commessi da Epstein. Se lo avessi saputo non sarei mai salito sul suo aereo, lo avrei denunciato io stesso. Ma non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato». Bill Clinton si è difeso così davanti alla commissione di Vigilanza della Camera che indaga sul caso Epstein e che, su impulso dei Repubblicani, sta puntando ora su di lui e sulla moglie Hillary i riflettori di una vicenda che rischia di trascinare nel fango la legacy dell’ex coppia presidenziale. È la prima volta che un ex presidente è costretto a deporre davanti al Congresso. Per Clinton, che ha sostenuto di avere tagliato ogni legame con Epstein all’inizio degli anni 2000, prima che emergessero le prime accuse e condanne, si tratta quasi di una riproposizione del ruolo che fu costretto a subire oltre trent’anni fa all’epoca dello Scandalo Lewinski. «Siamo qui solo perché Epstein ha nascosto a tutti così bene e per così tanto tempo quello che faceva. Quando è venuto alla luce con la sua dichiarazione di colpevolezza del 2008, avevo smesso da tempo di frequentarlo», ha affermato Bill. Ma fino alla rottura dei rapporti col finanziere, le cronache - e ora i file - ci consegnano la storia di una frequentazione fatta di voli sul «Lolita Express», il famigerato jet di Epstein, di foto con vip vari e giovani ragazze, di finanziamenti alla Clinton Foundation.