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Il presidente ostenta sicurezza e prova a voltare pagina sul caso dell'ex finanziere morto suicida in carcere

Donald Trump canta vittoria: i files su Jeffrey Epstein "non solo mi scagionano ma sono l'opposto di ciò che sperava la sinistra radicale". Ignorando che il suo nome appare più di 4.000 volte nei documenti e la lista di accuse non verificate nei suoi confronti stilata dall'Fbi (dallo stupro all'asta di bambine), il presidente ostenta sicurezza e prova a voltare pagina sul caso dell'ex finanziere morto suicida in carcere, che gli ha inimicato parte del mondo Maga. Ma prima di chiudere Trump intende perseguire Michael Wolff, nemico di vecchia data e autore di 'Fire and Fury', libro sul suo primo mandato che lo mandò su tutte le furie. I documenti di Epstein rivelano infatti che l'ex finanziere contattò Ken Starr, il procuratore dell'impeachment di Bill Clinton, e gli chiese di aiutare il suo amico Wolff a raccogliere informazioni compromettenti su Trump. "Wolff ha cospirato con Epstein per danneggiarmi. Probabilmente faremo causa a Wolff", ha annunciato il tycoon senza escludere la possibilità di avviare un'azione legale anche contro l'esecutore di Epstein. "Cospirava con Wolff, di sicuro non è un amico", ha aggiunto lanciando una frecciata a tutti coloro che da anni lo accusano di rapporti stretti con il pedofilo.