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Oggi il voto sulla desecretazione di tutti i file. Il tycoon: "I repubblicani devono dire sì"
Donald Trump tenta di evitare la prima (bruciante) sconfitta parlamentare del suo secondo mandato, compiendo una clamorosa inversione a U. «I Repubblicani della Camera dovrebbero votare per la pubblicazione dei file su Epstein, perché non ho nulla da nascondere», ha annunciato il presidente, dopo che per mesi aveva fatto pressioni affinché i documenti ancora custoditi negli armadi del dipartimento di Giustizia e dell'Fbi rimanessero nascosti al pubblico. Una manovra improvvisa, resasi necessaria dalla constatazione che decine di deputati Gop erano pronti ad unirsi ai loro colleghi dell'opposizione per chiedere la pubblicazione dei file.
Al voto della Camera, che potrebbe avvenire oggi, dovrà poi fare seguito un analogo voto del Senato e poi, al momento della firma del provvedimento, Trump potrebbe ancora imporre il suo veto presidenziale: un'ipotesi ora impraticabile, dopo il cambio di rotta del tycoon. La marcia indietro di Trump è giunta al culmine di una serie di errori politici insoliti per un uomo che in questi anni ha dimostrato una straordinaria capacità nel «sentire» il polso della «sua» gente e nel fiutare la direzione nella quale guidare il popolo Maga. La Casa Bianca è evidentemente rimasta spiazzata dalla mossa con la quale la scorsa settimana i Democratici hanno pubblicato tre e-mail di Epstein che mettevano in grande imbarazzo il presidente: «Certamente sapeva delle ragazze»; e «ha trascorso ore a casa mia con una di loro».












