TREVISO - Contratti di appalto e di subappalto, contratti per le forniture del materiale edile, registri contabili, accordi con professionisti e dipendenti. E ancora: l’elenco esatto dei mezzi presenti nel cantiere, con tutta la relativa documentazione, e i dati di tutte le persone presenti al lavoro al momento del controllo.

Gli investigatori della Dia, Direzione Investigativa Antimafia dei carabinieri, coadiuvati dai colleghi del nucleo investigativo, dagli agenti della questura, dai tecnici dell’Ispettorato del Lavoro e dagli investigatori della Guardia di Finanza, hanno acquisito una mole di documentazione non indifferente dall’ispezione fatta giovedì mattina nel cantiere della stazione ferroviaria di Treviso. Si cercano anomalie, incongruenze tra le somme spese e quelle previste, incarichi poco chiari.

Tutto quello che si discosta dalla normativa in tema di appalti e lavori pubblici. «Quella fatta giovedì - ha però chiarito il prefetto Angelo Sidoti - è stata un’attività periodica di controllo nei grandi cantieri, un monitoraggio sulle opere più importanti che viene normalmente eseguito». Interventi del genere sono stati fatti negli ultimi anni e mesi anche nei cantieri olimpici e in tutti i principali interventi finanziati con i fondi Pnrr.