VERONA - Dalla tragedia del Monaldi di Napoli al successo dell’intervento eccezionale all’ospedale di Borgo Trento di Verona, dove il 24 febbraio è stato trapiantato il cuore su una bambina di soli 11 mesi e 8 chili. Il primo di questo genere che viene fatto a Verona e fra i pochi in Italia. «Non deve mai venire meno la fiducia nella capacità trapiantologica della sanità italiana, alla quale concorrono professionalità di altissimo livello, dal Centro trapianti nazionale fino alle strutture operative», ha detto ieri il direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, Callisto Marco Bravi, durante la conferenza stampa che ha reso noto l’eccezionale intervento eseguito, in sole 4 ore, a Borgo Trento dall’équipe cardiochirurgica guidata dal professor Giovani Battista Luciani.

Ad aprile 2025 la stessa équipe di Borgo Trento aveva effettuato il primo impianto di cuore artificiale in Veneto e tra i primi in Italia. La bimba, chiamata Cecilia con un nome di fantasia, è stata estubata proprio ieri mattina e ha un’assistenza meno invasiva nel reparto di Terapia intensiva Cardio toraco vascolare, diretta dal professor Leonardo Gottin, dove rimarrà ancora qualche settimana, prima di essere trasferita alle degenze pediatriche per la stabilizzazione della terapia farmacologica. La piccola lattante è stata ricoverata in Terapia intensiva neonatale all’ospedale veronese da quando è nata, affetta da una cardiomiopatia, e stava rischiando la vita, attaccata da settembre al “Berlin heart”, un’apparecchiatura di assistenza ventricolare. Così, la bimba in questi mesi è cresciuta di peso in attesa dell’organo per il trapianto.