Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
27 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:01
“Mi piace dire che questa è una vittoria non tanto personale, ma collettiva. Per me è stato questo il senso di portare avanti il processo. Un traguardo importante. Anche se i giocatori vengono pagati a rimborso senza essere contrattualizzati non si può dire che le società dilettantistiche non debbano rispondere dei giocatori che mettono in campo”. Maria Beatrice Benvenuti era un arbitro di rugby. Tra le prime donne a farlo e a emergere a livelli altissimi: nel suo palmares ha quattro Coppe del Mondo, due Olimpiadi e due Universiadi. Poi, però, a dicembre 2016 fu aggredita dall’italo-argentino Bruno Andrés Doglioli del Vicenza, squadra impegnata quel giorno in una partita di campionato.
Doglioli placcò alle spalle Benvenuti provocandone una caduta e dei danni importanti. L’arbitro riprese la partita, ma le riprese televisive successivamente documentarono la volontarietà dell’aggressione e a Doglioli furono inflitti tre anni di squalifica, poi diventati radiazione su ricorso FIR in corte d’appello federale. Doglioli è stato anche condannato nel marzo 2024 in sede penale a un anno e due mesi di reclusione (con sospensione condizionale) per lesioni aggravate. Benvenuti dal canto suo non si è accontentata: ha lottato affinché la vicenda fosse dibattuta anche in sede civile e il 25 febbraio la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. Il Vicenza dovrà rispondere civilmente per quanto fatto dal rugbista.






