1. Chi, nella Procura nazionale antimafia e/o nella Guardia di Finanza, ha scelto e incaricato il sottufficiale Striano?
2. Chi, nella migliore delle ipotesi, ha omesso di vigilare sul suo operato?
3. Davvero vogliamo credere che, a fronte di 350mila accessi illegali per estrarre informazioni riservate, tutto sia confluito in appena 5-6 articoli di un quotidiano ("Domani")? E tutto il resto del materiale che fine ha fatto?
4. Che uso è stato compiuto di questa massa di informazioni, o che uso si pensava di compierne, e in cambio di quale utilità?
5. E ancora (elemento logico decisivo): fermo restando il nostro garantismo, se dovesse essere confermata la tesi accusatoria e quindi la responsabilità del sottufficiale Striano, siamo così ingenui da credere che abbia svolto un’attività così rischiosa solo per passare qualche carta a tre cronisti? Logica induce a ritenere che un individuo razionale possa assumere un rischio simile solo in base a una richiesta a cui non può sottrarsi, o dalla quale tragga una contropartita ingente, o rispetto alle cui conseguenze ritenga di essere adeguatamente tutelato.









