Mentre l’Unione Europea accelera la transizione verso la mobilità a zero emissioni con il recente Automotive Package presentato a dicembre 2025, un paradosso rischia di emergere nel cuore della strategia green.
La proposta di introdurre una nuova categoria M1e per le piccole auto elettriche “super-efficienti” Made in Europe – con lunghezza massima di 4,20 metri e “supercrediti” nel calcolo delle emissioni di flotta – esclude infatti i veicoli della categoria L7e, le microcar quadricicli pesanti come la Microlino prodotta a Torino.
La denuncia della Microlino Italia
Microlino Italia, che assembla nel capoluogo piemontese un veicolo 100% elettrico iconico, lungo appena 2,5 metri, ha lanciato un forte monito: il nuovo meccanismo dei crediti verdi crea una distorsione competitiva strutturale. I grandi costruttori, anche quelli che mantengono in gamma modelli a combustione, potranno continuare a generare e vendere crediti CO2 attraverso il fleet pooling, beneficiando dei coefficienti premiali e degli incentivi fiscali legati alla nuova classe M1e.
I produttori di microcar penalizzati






