Milano, 24 feb. (askanews) – Microlino Italia esprime forte preoccupazione e una netta contrarietà all’orientamento emerso in sede europea sul nuovo sistema dei crediti verdi. La proposta, in fase di approvazione, include le city car sotto i 4,20 metri, introducendo una nuova classe M1e con “supercrediti” nel calcolo delle emissioni di flotta, ma continua a escludere la categoria L7e, alla quale appartengono le microcar elettriche come Microlino. Secondo la società è una contraddizione evidente: da una parte, si dichiara di voler incentivare le auto elettriche economiche e urbane, dall’altra parte si lasciano fuori proprio i veicoli più leggeri ed efficienti.
Il meccanismo dei crediti verdi consente ai costruttori con emissioni di CO2 elevate di acquistare quote da produttori 100% elettrici. Tuttavia, se la categoria L rimane esclusa, i produttori di microcar non potranno beneficiare né dei “supercrediti” né del fleet pooling, il sistema attraverso cui i costruttori elettrici vendono certificati CO2 ai gruppi ancora esposti ai motori a combustione.
Il paradosso è evidente anche sul piano competitivo. Con l’introduzione della nuova classe M1e, i costruttori potranno contare su coefficienti premiali e incentivi diretti all’acquisto in diversi Paesi europei, mentre le microcar L7e resteranno escluse. Questo crea una distorsione strutturale e non in linea con l’obiettivo della sostenibilità ambientale, oltre a indebolire la competitività industriale della Regione penalizzando le produzioni Made in Europe, come i quadricicli.






