ROMA – Le stringenti politiche di accesso alle aree urbane, adottate per limitare la circolazione dei veicoli ritenuti inquinanti, costringono sempre più italiani o a mettere mano al portafoglio per acquistare un’auto nuova, possibilmente elettrica, o a rimanere a piedi. Eppure, continuare a circolare con la propria vecchia auto rispettando comunque i livelli di emissioni consentiti, sia di CO2 che di Nox o PM10, sarebbe possibile installando sulla vettura una Green Box. Ovvero un dispositivo elettronico capace, attraverso un algoritmo, di misurare tutte le emissioni reali del veicolo, combinando i valori medi derivanti dalla classe di omologazione con informazioni specifiche su comportamento di guida, chilometraggio e velocità. Si scoprirebbe così che un’auto Euro 4 guidata in modo consapevole può inquinare meno di una Euro 6 guidata male.
Di questo nuovo approccio sul calcolo delle emissioni dei veicoli, che potrebbe conciliare gli obiettivi di risanamento della qualità dell'aria delle nostre città con le esigenze di movimento delle persone, si è parlato in un convegno del Think di Unipol ‘The Urban Mobility Council’, che ha visto confrontarsi rappresentanti istituzionali, parlamentari e amministratori locali, tra cui anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. L’algoritmo che permette questa nuova misurazione è stato sviluppato da una ricerca del Politecnico di Milano pubblicata sulla rivista scientifica Nature, ed è certificato da Dekra (l’ente che certifica anche le Classi Euro dei veicoli) e brevettato da UnipolTech, che ha anche fornito i dati su cui si basa la ricerca: oltre 11.000 veicoli e 25 milioni di viaggi effettuati in Italia tra gennaio e settembre 2022. ‘’Noi utilizziamo la Green Box sulle nostre auto in Italia già da molti anni per gestire il rapporto con i nostri assicurati. Ma – ha precisato Stefano Genovese, head of Institutional & Pubblic Affairs di Unipol e coordinatore di The Urban Mobility Council - quando abbiamo capito che questo nostro investimento poteva avere delle ricadute interessanti anche per la collettività abbiamo deciso di comunicarlo, per dare alla politica la possibilità di prendere decisioni sui dati e non sull’ideologia’’.






