L’auto a Torino si fa piccola. E non solo per la crisi che ha travolto Mirafiori e l’indotto. In città si moltiplicano i progetti manifatturieri di quadricicli e microcar, le «vetturette» elettriche (leggere, max 45 km orari, e pesanti, max 80 km orari) che promettono di rivoluzionare in modo sostenibile la mobilità urbana. I primi a puntare sul territorio sono stati gli svizzeri di Microlino che hanno aperto un impianto a La Loggia con il target ambizioso di vendita di 10 mila quadricicli l’anno in Europa. A novembre si metterà in moto la produzione di Mole Urbana a Orbassano: obiettivo mille vetture l’anno. E allo studio c’è anche la riconversione della Lear di Grugliasco in fabbrica di quadricicli targati dalla cordata italo-cinese di Desner Auto con un piano da 20 mila pezzi.
Da Mirafiori ai quadricicli elettrici: la rinascita silenziosa di Torino che sogna di tornare capitale dell’auto in miniatura
Tra riconversioni industriali, investimenti stranieri e nuove assunzioni, Torino scommette sulla mobilità elettrica urbana. Ma il futuro delle microcar resta incerto, tra concorrenza agguerrita e nodi normativi ancora da sciogliere







