Uno scandalo travolge Maurizio Landini e la Cgil: già, il presunto paladino dei lavoratori non paga il Tfr a un dipendente. E ne segue un'odissea giudiziaria lunga tre anni. Che si conclude con il pignoramento della Cgil.

La vicenda, ricostruita da Il Giornale, parte dal pensionamento di un dirigente storico del sindacato. Dopo una carriera trascorsa tra Milano e Roma, fino alla guida dell’ufficio legislativo nazionale, nel 2015 l’uomo concorda l’uscita. Al momento di incassare la liquidazione, però, la Cgil oppone un rifiuto e, scrive il quotidiano, "nega il Tfr, accampando motivazioni assurde".

Da lì inizia la battaglia legale. Nel 2016 un primo provvedimento dà ragione al lavoratore e condanna la Cgil al pagamento della buonuscita per un importo 52mila euro, più 700 euro di spese legali. Il sindacato reagisce impugnando la decisione: in primo grado ottiene un ribaltamento e l’ex dirigente viene condannato a versare 7mila euro di spese.

FDI INCHIODA LA CGIL: "RIFIUTA GLI AUMENTI AI LAVORATORI"

All’indomani della firma del rinnovo del contratto collettivo del Comparto Funzioni Locali per il triennio 2022-20...