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Ultimo aggiornamento: 15:27

Rivedere il sistema europeo per la riduzione delle emissioni come vuole l‘industria. Cioè, in particolare, con “un approccio pragmatico all’assegnazione gratuita” delle quote di Co2. Tradotto: continuando a snaturare il meccanismo basato sul principio del “chi inquina paga“. È la richiesta contenuta in una dichiarazione congiunta sul rafforzamento della competitività dell’industria europea dei ministri dell’Industria di Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna che si sono riuniti nel gruppo di Paesi ‘Friends of Industry’ per coordinare le posizioni alla vigilia del Consiglio competitività in corso a Bruxelles. A rappresentare l’Italia il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

La dichiarazione ricalca le priorità elencate da BusinessEurope, la Confindustria europea, in una nota del 24 febbraio, in cui si chiede tra l’altro alla Ue di riconsiderare l’abolizione delle quote di emissione di carbonio gratuite con la motivazione che “le imprese si trovano ad affrontare costi crescenti e una forte concorrenza globale, mentre mancano per lo più le condizioni che renderebbero la decarbonizzazione un buon business case”.