C’è un virus influenzale che si sta diffondendo silenziosamente negli allevamenti di tutto il mondo. Colpisce soprattutto i bovini, è presente in più continenti e possiede alcune delle caratteristiche che in passato hanno reso pericolosi altri ceppi influenzali. Si chiama influenza D, o IDV (Influenza D Virus), e per ora non rappresenta un’emergenza sanitaria per l’uomo. Ma gli esperti invitano a non sottovalutarlo.

Abbiamo sentito il Prof Fabrizio Pregliasco «Lo conosciamo dal 2011: è un Orthomyxovirus, come le influenze A, B e C, ma è distinto dall’influenza C», spiega il virologo. Se l’influenza di tipo A resta la più pericolosa per l’uomo – basti pensare al sottotipo H5N1 – anche l’influenza D (IDV) presenta elementi che attirano l’attenzione degli esperti: è diffusa in diverse aree del mondo, può infettare più specie animali e possiede caratteristiche tipiche dei virus emergenti. Il principale serbatoio sono i bovini, dove può provocare forme respiratorie anche serie, ma il virus è stato riscontrato anche in suini, ovini, caprini e altri mammiferi. «Si tratta di una zoonosi – sottolinea Pregliasco – perché può interessare specie diverse». Al momento non si registrano casi gravi nell’uomo. Tuttavia il Prof Pregliasco sottolinea che l’attenzione è alta. «Oggi disponiamo di strumenti di laboratorio più avanzati che ci consentono un monitoraggio più accurato. È fondamentale rafforzare la sorveglianza epidemiologica e migliorare lo scambio di dati a livello internazionale».