Qualche buontempone, ignorando o fingendo di non sapere che l’aumento della pressione fiscale in percentuale sul pil è dovuto prevalentemente all’aumento della base imponibile provocato dal boom dell’occupazione, continua a raccontare in giro la frottola che il governo, lo stesso che ha sforbiciato oltre 20 miliardi di Irpef negli ultimi due anni, avrebbe aumentato le tasse. Bisognerebbe chiederlo a tutti quei lavoratori che nelle prossime settimane si troveranno le buste paga più gonfie grazie agli interventi che nell’ultima finanziaria hanno affiancato il taglio del cuneo fiscale. Con la circolare emanata ieri dalle Agenzie delle entrate diventano infatti operative le riduzioni fiscali previste dalla legge di bilancio su tutte le voci accessorie del salario, dagli straordinari ai festivi fino al lavoro notturno, e sugli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali degli ultimi tre anni. Punto, quest’ultimo, non proprio marginale, considerato che è proprio su tale misura che si è consumato lo storico divorzio tra la Uil, soddisfatta per l’accoglimento delle proprie richieste, e la Cgil, restata fino all’ultimo sulle barricate in barba ai vantaggi di cui, ovviamente, godranno anche i suoi iscritti.
Tasse, arriva un nuovo taglio: ecco di quanto cresce la busta paga | Libero Quotidiano.it
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