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3 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 22:05
La pressione fiscale continua ad aumentare. Secondo l’Istat è ai massimi da oltre dieci anni: nel 2025 ha toccato quota 43,1 per cento e nell’ultimo trimestre dell’anno è schizzata al 51,4. Il peso delle imposte sul reddito non era a questi livelli dal 2014. Per farla semplice: per ogni cento euro di Pil, l’erario ne incassa poco meno di 52. Le ultime statistiche mostrano anche un rallentamento del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie, che nell’intero anno aumentano rispettivamente del 2,4% e dello 0,9%, meno che nell’anno precedente, e che nell’ultimo trimestre finiscono in territorio negativo. Più in particolare Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,5%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 7,8%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dello 0,8%.
Fonti del governo motivano l’ulteriore aumento della pressione fiscale secondo la linea già espressa molte volte dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni cioè con la crescita dell’occupazione e quindi delle persone che pagano le tasse. E viene sottolineato che “la riforma fiscale punta a ridurre la tassazione”.








