L'Italia ha oggi ribadito "profonda preoccupazione per il persistente e sistematico deterioramento dei diritti fondamentali, in particolare di donne e ragazze, soggette a persecuzioni ed emarginazione di genere" in Afghanistan.
In un intervento oggi a Ginevra nell'ambito del Dialogo Interattivo Rafforzato sui rapporti sull'Afghanistan presentati dal Relatore Speciale e dall'Ufficio dell'Alto Commissario per i Diritti Umani, nel quadro della 61ma sessione del Consiglio Diritti Umani, il Rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, Ambasciatore Luigi Maria Vignali, ha posto l'accento sui "gravi effetti della profonda crisi sanitaria" nel Paese, "che ancora una volta colpiscono soprattutto donne e ragazze".
L'Ambasciatore Vignali - riferice un comunicato della Rappresentanza - ha inoltre sottolineato la preoccupazione italiana per "la normativa in materia di procedura penale, che rafforza la discriminazione e la violenza nei confronti delle donne e dei gruppi emarginati, introducendo trattamenti diversi in base allo status sociale, facendo riferimento anche a categorie di persone libere e schiave".
Si tratta di sviluppi che contrastano con il diritto internazionale in materia di diritti umani, "compreso il divieto assoluto della schiavitù e dei trattamenti crudeli, inumani o degradanti", che "rischiano di isolare ulteriormente l'Afghanistan e sono di fatto contrari all'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani", ha concluso il Rappresentante Permanente.







