Di stella in stella. L' Emilia-Romagna nel prossimo Vinitaly 2026 (a Veronafiere dal 12 al 15 aprile) passerà il testimone dell'eccellenza della cosiddetta Food valley italiana da Massimo Bottura a Carlo Cracco. A "Casa Maria Luigia" a Modena, i due ambasciatori dell'alta cucina italiana hanno suggellato simbolicamente il passaggio di consegne per proporre l'offerta della regione nel Padiglione 1 della manifestazione veronese. Dopo il progetto di grande successo firmato lo scorso anno dal tristellato modenese, che con il suo "...Al Massimo" ha portato a Verona un vero laboratorio di cultura gastronomica, ora sarà la volta di Cracco, originario del vicentino.

"Per me Carlo è prima di tutto un amico" ha detto Bottura presentando la staffetta. "Un amico leale, presente, vero. In un tempo in cui amicizia e rispetto sono valori da custodire e difendere, sono felice di affidargli simbolicamente questo spazio. È un grande chef, ma soprattutto è un uomo che, insieme a Rosa (Fanti, la moglie di Cracco, ndr) ha saputo innamorarsi dell’Emilia-Romagna: una terra fertile di idee, di talenti da valorizzare e di prodotti straordinari".

Questa "terra che continua a generare sogni" nella rassegna veronese giunta alla 58esima edizione raddoppierà la sua proposta. Oltre al ristorante "Cracco a Vinitaly" ci sarà anche la "Piadineria VistaMare" che farà da ponte con la tradizione popolare rappresentata da un prodotto Igp amatissimo, espressione dell'ospitalità romagnola, come è la piadina. L'area prende il nome dall'azienda agricola che lo chef possiede nella regione in cui "la grande cucina italiana cresce quando condivide, quando si passa il testimone, quando un territorio diventa il vero protagonista".