Si dice, a volte a ragione e assai più spesso a torto (perché generalizzare è sempre un atto di superficialità) che «la politica fa schifo». E certo fanno rabbia alcuni miracolati, altri incapaci, altri ancora che cumulano le due caratteristiche. Ma poi – dai Comuni su su fino al Parlamento – ci sono pure tante persone che si impegnano a fondo, che hanno messo talento e dedizione al servizio di un’idea, e non meritano di essere trattate come la parte peggiore della società. In primo luogo, perché non lo sono: al limite, tra pregi e difetti, potranno esserne uno specchio. In secondo luogo, perché se passa il principio che chiunque venga eletto possa essere lapidato, a candidarsi la prossima volta saranno solo figuri senza né arte né parte, altrimenti percettori di redditi di cittadinanza e provvidenze simili. E allora perché accettare l’ordinario massacro per cui un parlamentare possa essere allegramente infilzato da inchieste farlocche?
Capezzone: quegli «ordinari» massacri a cui ci siamo abituati
Si dice, a volte a ragione e assai più spesso a torto (perché generalizzare è sempre un atto di superficialità) che «...






