Gli echi del caso di Rogoredo sono lontani dallo spegnersi. L'arresto di Carmelo Cinturrino, l'agente di polizia travolto da accuse pesantissime e da testimonianze inquietanti, riempie le pagine dei quotidiani e tiene banco nel dibattito televisivo. Ed in questo contesto interviene Matteo Piantedosi, il ministro dell'Interno, che condanna in modo durissimo Cinturrino ma si schiera in difesa delle divise: l'appello, chiarissimo, è quello di non generalizzare, di non gettare discredito sui nostri agenti.

Da Milano, dove ha incontrato i vertici della Questura, il titolare del Viminale ha affrontato la vicenda con parole chiare. "L'episodio accaduto a Rogoredo, per quanto gravissimo, non può intaccare una lunga storia di dedizione, disciplina e servizio che caratterizza le nostre forze di polizia". Un passaggio con cui ha voluto separare le responsabilità individuali dall’operato complessivo del corpo.

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Piantedosi ha quindi rimarcato che "per professionalità, equilibrio, senso dello Stato e competenza, le donne e gli uomini in divisa rappresentano un patrimonio prezioso della Repubblica, che non può essere oscurato da comportamenti individuali, per quanto gravi e inaccettabili". E ancora: "Auspico - ha aggiunto - che nel dibattito pubblico ci si soffermi sulla condanna di chi si è macchiato di quelle condotte e sull'apprezzamento nei confronti dei magistrati e dei poliziotti che in tempi brevi hanno accertato la verità, senza indulgere in inopportune strumentalizzazioni".