All’indomani della firma del rinnovo del contratto collettivo del Comparto Funzioni Locali per il triennio 2022-2024, che ha portato a un aumento sostanzioso per i dipendenti pubblici a cui la Cgil si è opposta, scoppia la polemica. E Fdi va all’attacco. «C’è chi dice no al rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione. Ancora una volta la Cgil di Landini si distingue per la sua incoerenza sindacale» attacca il senatore di Fdi e componente della Commissione Finanze, Giorgio Salvitti.
«Mentre il governo Meloni lavora per mettere fine allo scandalo delle mancate modifiche contrattuali, assicurando 140 euro in più al mese e oltre 1700 euro di arretrati per i dipendenti degli enti locali» aggiunge Salvitti «il segretario del “niet a prescindere” si sfila da un accordo che dà a oltre 400mila dipendenti più soldi in busta paga già dal mese di marzo». «Una firma che» prosegue «rappresenta un altro passo verso il completamento dei rinnovi del triennio 2022/24, che attende ora la sigla definitiva sull’intesa per medici e dirigenti sanitari. Dopo le dieci firme su contratti nazionali, e troppi no della Cgil, il governo è al lavoro per i negoziati sui prossimi tre anni. Una contrattazione partita, per la prima volta, è bene ricordarlo a chi dall’opposizione si lagna della perdita di potere d’acquisto, nel corso del triennio di riferimento. Archiviamo, così, la pessima abitudine delle trattative ex post cui ci ha abituato chi ci ha preceduto».






