Le relazioni non seguono calendari rigidi e ogni coppia ha i propri tempi. Tuttavia, questa proposta basata su una scansione temporale ha un valore concreto, perché aiuta a evitare due estremi opposti, ma ugualmente dannosi
di Stefania Medetti
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E se la temperatura dell’amore potesse essere “misurata”? È bello lasciarsi guidare dall’entusiasmo, nella fase dell’innamoramento, ma è anche utile sapere che esiste una “regola” in grado di aiutare a valutare con lucidità il futuro della relazione in cui abbiamo deciso di investire tutto. Quello del 3-6-9 sembra essere un sistema cinico, semplice ed efficace per valutare una relazione fin dalle sue fasi iniziali.
Il “metodo”, a cui non è possibile attribuire una paternità univoca, si basa sulle fasi di sviluppo delle relazioni esplorate dalla ricerca su attaccamento, innamoramento e decision making relazionale. L’idea di fondo è che, entro i primi nove mesi, una relazione attraversi tre snodi chiave che, se osservati con lucidità, permettono di capire se valga la pena investire nel lungo termine oppure se sia più sano separarsi. Troppo spesso, come ha scritto lo psicologo americano Daniel Kahneman nel suo libro “Pensieri lenti e veloci” (Mondadori), tendiamo a scambiare l’intensità delle emozioni per la solidità delle decisioni. Quanto è importante, invece, porsi subito domande su una nuova relazione? “La fase dell’innamoramento è un sublime autoinganno che induce a proiettare sul partner ciò che vorremmo che fosse”, risponde la dottoressa Chiara Nardone, psicologa e psicoterapeuta. Per questa ragione, tendiamo a vedere solo gli aspetti positivi che confermano la bontà della nostra scelta. “L’errore di valutazione è un “bias di conferma”. Purtroppo, le decisioni vengono prese più con le emozioni che con la ragione, in particolar modo all’inizio di una relazione. Pertanto, è molto difficile identificare i segnali di “malfunzionamento” della coppia”.






