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25 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:25
“Si scia senza sharia”. Dietro la scritta i mezzibusti delle tre esponenti della Lega con casco e maschera, sullo sfondo il profilo delle montagne innevate. Sopra la scritta sharia, un paio di sci incrociati a formare una X. La locandina con cui le europarlamentari del Carroccio Silvia Sardone, Susanna Ceccardi e Anna Maria Cisint hanno promosso la “fiaccolata contro l’Islam radicale” sembrava ai più uno scherzo. E invece no. E invece sabato 21 febbraio decine di persone sono scese dalla pista Valena, al Passo del Tonale, con le torce di colore verde, bianco e rosso. Con loro c’erano la vicesegretaria del partito di Matteo Salvini, Sardone, e l’ex candidata alla Regione Toscana, Ceccardi, che dopo la discesa hanno tenuto una specie di conferenza.
“È stato un grande successo” ha scritto Sardone, ex Forza Italia, in questi giorni sui giornali per aver cancellato il video in cui difendeva il poliziotto Carmelo Cinturrino. “Insieme a Ceccardi, come gruppo Patrioti abbiamo voluto accendere una luce contro l’oppressione della legge islamica – ha continuato – Noi Patriote non smetteremo mai di lottare per i nostri diritti, per le nostre conquiste civili e sociali, per le nostre tradizioni”. L’intento di giocare con l’assonanza tra le parole sci e sharia è abbastanza evidente, così come è evidente il fatto di aver voluto sfruttare l’attenzione delle persone rivolta al mondo della neve, dal momento che quando si è svolta la fiaccolata le Olimpiadi erano in corso. Olimpiadi che, almeno in teoria, per la loro natura, dovrebbero unire persone, Stati, religioni e culture diverse.






