Donald Trump difende per oltre un'ora i suoi successi economici a partire dai dazi e solo alla fine di un discorso sullo Stato dell'Unione fiume, il più lungo della storia, guarda all'estero.
Assicurando che la sua amministrazione è al lavoro per risolvere la guerra fra la Russia e l'Ucraina, il presidente Usa si sofferma sull'Iran: "sta sviluppando missili in grado di colpire l'Europa e gli Stati Uniti. Non permetterò mai che abbia il nucleare", ha detto davanti a Camera e Senato americani riuniti in seduta plenaria. "Dopo appena un anno, posso dire con dignità e orgoglio che ci siamo trasformati e non torneremo dove eravamo prima. Abbiamo avuto una svolta epocale. Il nostro paese è tornato e non tornerà indietro", ha esordito Trump definendosi il presidente di quell'America First che ha riportato l'età dell'oro. Davanti a quattro dei giudici di quella Corte Suprema che ha bocciato i suoi dazi, il presidente ha parlato di "decisione infelice" e insistito sul fatto che la sua amministrazione andrà avanti con tariffe più complesse che, comunque, non richiederanno l'approvazione del Congresso. "Col passare del tempo, credo che le tariffe pagate dai paesi stranieri, come in passato, sostituiranno sostanzialmente il moderno sistema di imposta sul reddito", ha osservato.












