Follow the algorithm. You will find the money. Segui l’algoritmo, troverai i soldi. È l’evoluzione naturale di quel “follow the money” che Giovanni Falcone aveva trasformato in metodo investigativo. Falcone fu tra i primi magistrati in Italia a utilizzare strumenti tecnologici e analisi finanziarie sistematiche nelle indagini antimafia. Aveva capito che la criminalità organizzata non si combatte soltanto sul territorio, ma ricostruendo i flussi del denaro. Oggi il denaro non si limita più a transitare tra conti correnti o oltreconfine. Si muove dentro piattaforme digitali, circuiti di pagamento, cripto-attività, operazioni ad alta frequenza. Se negli anni Ottanta bisognava seguire il bonifico, oggi bisogna seguire il codice che lo esegue. Lo spiega lo studio “Il complesso rapporto tra riciclaggio ed evasione fiscale” realizzato nell’ambito dei lavori del Laboratorio sulle Politiche fiscali, in cui l’Eurispes analizza la saldatura strutturale tra evasione e riciclaggio, sottolineando come il contrasto non possa che avvenire in una dimensione internazionale.

Terreno fertile per la criminalità organizzata

Le organizzazioni criminali sono gli attori principali del fenomeno. Il riciclaggio è il passaggio indispensabile che consente di integrare nell’economia legale i proventi delle attività illecite, occultandone l’origine e garantendo il reinvestimento. Le imprese legali diventano veicoli essenziali nel processo di “lavaggio”: spesso assumono la forma di “cartiere” o “imprese zombie”, prive di reale struttura produttiva, con immobilizzazioni minime, costi del personale irrisori, fatturati gonfiati e improvvisi fallimenti prima dell’intervento delle autorità fiscali. L’infiltrazione comporta anche la progressiva sostituzione del finanziamento bancario con risorse interne di matrice criminale, per ridurre il rischio di segnalazioni di operazioni sospette.