Un'impresa con sede al sesto piano di un edificio nell'hinterland milanese aveva emesso in tre mesi fatture false per oltre 69 milioni di euro senza versare nulla all'Erario.

E' solo una delle particolarità emerse nell'inchiesta, coordinata dalla Procura di Ancona ed eseguita dalle Fiamme Gialle di Senigallia (Ancona), che ha scoperchiato un articolato sistema di frodi fiscali e riciclaggio di denaro diretto in soprattutto in Cina, grazie a indagini avviate nel 2023 su laboratori tessili nella zona di Senigallia, Corinaldo e Trecastelli (Ancona), gestiti da cittadini cinesi nel settore dell'abbigliamento e terzisti per committenti italiani.

L'indagine denominata "Cash Back", che costituisce lo sviluppo investigativo della precedente "Fast and Clean", ha fatto emergere un giro di fatture false di 5 miliardi di euro in circa tre anni, di evasione Iva per oltre un miliardo di euro: per eludere il fisco, i laboratori si erano in un primo momento organizzati con società fittizie 'in house', gestite da parenti o persone compiacenti; una volta scoperto il trucco, i promotori del giro avevano dato vita a una rete di società (scoperte 433 cartiere, nella sostanza fatturifici apri e chiudi), soprattutto nel Nord Italia ma anche nel Centro, che emettevano fatture false per oltre 60mila aziende beneficiarie: gli intermediari lucravano un 10% sulle somme celate con bonifici per beni e servizi fantasma, e poi restituite per bypassare i controlli fiscali: il denaro veniva prelevato in contanti dalle società e poi lasciava l'Italia attraverso spalloni o tramite bonifici diretti in Cina.