Le strade dell’evasione restano infinite. Per questo anche la Guardia di Finanza prova a giocare sempre più in anticipo. Un discorso che vale in particolar modo per i fenomeni collegati all’economia digitale. Anche se il ricorso al collaudato meccanismo delle società cartiere non tramonta mai. «È di giovedì scorso l’attività che, partendo da un controllo, ha fatto emergere alcune società “cartiere” utilizzate per creare e commercializzare oltre 100 milioni di crediti fiscali fittizi, prontamente segnalati all’agenzia delle Entrate per evitare in futuro indebite compensazioni».
A sottolinearlo a Il Sole 24 Ore è Giancarlo Franzese, Capo del III Reparto operazioni delle Fiamme gialle, nell’illustrare le linee guida della nuova
circolare di programma diramata in questi giorni dal Comando generale della Guardia di Finanza ai singoli reparti per il contrasto all’evasione e la tutela della spesa.
Generale, destinerete allora ancora particolare attenzione alle partite Iva «apri e chiudi»?
Anche nel 2026 abbiamo dedicato uno specifico piano operativo per il contrasto alle imprese «apri e chiudi», utilizzate per non pagare le imposte, ma anche per alimentare circuiti di frode, favorire il riciclaggio all’estero di denaro e sottrarre ricchezza alle procedure fallimentari e di riscossione. Un’attività di prevenzione a tutto tondo. Gli interventi dei Reparti hanno lo scopo sia di arginare fenomeni di emorragia di gettito erariale, attraverso la proposta di cessazione d’ufficio della partita Iva, sia di approfondire i singoli contesti per far emergere eventuali filiere criminali nell’ombra.










