Un grande finanziere viene arrestato per quelli che un tempo avremmo definito atti contro la morale e che oggi - dopo l’era del me-too - non sappiamo più come indicare, se non come offese contro la persona, sia essa femminile sia essa maschile. In questo caso si tratta di donne ed è enorme il fatto che per un paio di decine di anni un sempre più folto gruppo di esponenti delle classi agiate e delle élite del potere del capitalismo anglo sferico - che domina il mondo e quindi si dirama ovunque nel globo - abbiano trattato centinaia di donne come oggetti, godendo altresì dei passaggi di un aereo personale del finanziere suddetto che, per non sbagliare, aveva il nome di Lolita. Anche chi non ha mai letto Vladimir Nabokov (ed è la maggior parte di coloro che oggi discettano del suddetto caso) sa che cosa vuol dire.

Orbene: ciò che oggi rende tutto il mondo disarmato dinanzi all’orrore, non è tanto lo stupro di massa in sé che la vicenda di fatto racconta ma che esso si accompagni- dopo la morte per sospetto suicidio del suddetto finanziere che certamente era molto ricco ed era sicuramente una spia, maestra nel doppio gioco nel mondo post guerra fredda - che si accompagni, dicevo, ad arresti clamorosi. O meglio che i molti, gli stessi ai quali facevo cenno prima, considerano tali. Perché? Perché si era convinti tutti che l’impunità a peccatori di tal genere sarebbe stata garantita ad oltranza. Era ciò che pensavano anche i peccatori... scusate, io adotto un termine desueto: dovrei dire i colpevoli. A cadere ora sono ciò che ancora rimane dell’aristocrazia inglese e di primissimo ordine: il Fratello del Re Carlo d’Inghilterra, Andrea, e Lord Peter Mandelson, eminenza grigia (principe delle tenebre, i fantasiosi tabloid inglesi lo chiamavano...) del Labour party e della stessa concertazione internazionale di quel capitalismo anglosferico a cui facevo cenno.